Illumia e Sideral verso il traguardo

by / 0 Comments / 203 View / 26 maggio 2015

Il vento previsto dai modelli meteo di ieri è entrato, come da copione.

Libeccio per iniziare, una notte a bordeggiare di bolina con 20 nodi, 25 sotto qualche nuvola e groppo da gestire.

Questa mattina, alle prime ore la rotazione tanto attesa. E cioè il ritorno del Maestrale. Più potente ancora di quello della partenza. È cresciuto gradualmente: 15, 20, 25 fino a 30 nodi sotto raffica, proprio per scendere lungo la costa occidentale d’Ichnusa, nel Mar di Sardegna che in queste condizioni ha il sapore e la potenza dell’oceano con belle onde alte tutte da surfare.

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Illumia e Sideral in partenza. Il duello è durato fino al traguardo

In queste condizioni, in questa andatura di lasco stretto, Michele Zambelli e il suo co-skipper Gaetano Mura hanno potuto sfruttare i cavalli del prototipo Illumia. La potenza della chiglia basculante, dei ballast, la leggerezza dello scafo e dell’armo in carbonio. Micidiale.

Sorpassato Sideral, barca di serie, in fibra di vetro, con albero in alluminio, senza ballast e con chiglia fissa. Sorpasso logico, e va bene così. Però – scusateci per la ripetizione – che regata da parte di Andrea Fornaro e Oliver Bravo de Laguna, davvero notevole.

Mentre scriviamo queste righe i due fuggitivi stanno facendo le ultime miglia verso quella che sarà una vittoria più che meritata nelle rispettive categorie (Proto e Serie). Per gli inseguitori invece continua la discesa verso Sud. Le isole di San Pietro e di Sant’Antiocho da lasciare a sinistra senza dimenticare l’isolotto del Toro, poi prua verso Est, occhi puntati sulla freccina del GPS che indica la distanza a capo Teulada, poi Spartivento e così fino al traguardo…

In questo bordo con rotta al 180, a tutta birra, mure a dritta, il Pogo 2 Tortuga di Andrea Iacopini e Tommaso Stella ha passato Volponi Legnami di Riccardo Cao e Carlo Marongiu. Bel recupero anche da parte di Golden Apple. Luca Cortazzo e Stefano Paltrinieri ci hanno detto durante le vacation di navigare in modo abbastanza conservativo facendo diverse sperimentazioni di vela, eppure sono lì non troppo distanti.

Ha perso tanto terreno invece il prototipo Peter Punk di Pilar Pasanau penalizzato dall’avaria del suo bompresso. Marineria Italiana, fanalino di coda, prosegue da solo.

È troppo presto per tirare le somme ma una cosa possiamo dire: volevamo una regata lunga, impegnativa con condizioni varie, passaggi e paesaggi da urlo. Bene dopo quattro giorni di regata e una quarta giornata particolarmente epica il giro di Sardegna ha mantenuto tutte le sue promesse.